Direttiva NIS 2: cosa devono fare le aziende per adeguarsi?

La Direttiva NIS 2 introduce cambiamenti significativi nella gestione della sicurezza informatica aziendale. Piuttosto che reagire in modo affrettato o considerarla solo come un’altra incombenza burocratica, le imprese dovrebbero affrontare il tema in modo strategico. Una pianificazione intelligente permette di sfruttare le strutture di sicurezza esistenti, evitare sprechi di risorse e rafforzare il proprio posizionamento a lungo termine. Ma cosa comporta concretamente la Direttiva? Quali aziende ne sono coinvolte? Quali misure devono essere adottate? E come integrare questi requisiti con il GDPR o con standard preesistenti come la ISO 27001? Ne parliamo con Daniele De Felice, partner ewico ed esperto di gestione della sicurezza informatica, per fornire risposte pratiche e concrete.
"La NIS 2 è molto più di una semplice regolamentazione"
Dottor De Felice, la Direttiva NIS 2 è un argomento molto discusso nelle aziende – Perché ritiene che sia così rilevante?
Perché rappresenta un cambio di paradigma nella gestione della sicurezza informatica. Non si tratta più solo di adottare misure tecniche di protezione, ma di implementare un sistema di gestione della sicurezza integrato, che renda le aziende più resilienti nel lungo periodo.
Oggi la sicurezza informatica è un fattore critico per il business, non un tema da delegare esclusivamente ai reparti IT o ai partner tecnologici. Le aziende che vedono la NIS 2 come un'opportunità strategica ne trarranno sicuramente vantaggio a lungo termine.
Quali sono le novità e i principali requisiti per le aziende?
Gli obblighi della Direttiva NIS 2 per le aziende sono più rigorosi rispetto alla normativa precedente. Ci sono tre aspetti chiave:
- Più aziende interessate: non si tratta più solo delle infrastrutture critiche, anche molte medie imprese dovranno conformarsi ai nuovi requisiti.
- Misure di sicurezza obbligatorie: le aziende devono integrare nei loro processi l’analisi del rischio, gli obblighi di segnalazione e la gestione degli incidenti.
- Responsabilità della dirigenza: la sicurezza informatica diventa una priorità per il top management, che è direttamente responsabile della conformità ai requisiti normativi.
Conformità alla NIS 2: chi è coinvolto all’interno dell'azienda
Quali ruoli aziendali devono occuparsi dell’implementazione della Direttiva NIS 2?
La responsabilità della conformità alla Direttiva NIS 2 non ricade solo sul reparto IT, ma richiede la collaborazione di diverse figure chiave all'interno dell'organizzazione.
La Direzione aziendale e il Consiglio di Amministrazione devono garantire che la sicurezza informatica sia parte integrante della strategia di gestione del rischio, prendendo decisioni sugli investimenti, le priorità e le strategie di lungo termine.
Il reparto IT e i/le responsabili della sicurezza sono incaricati dell'implementazione tecnica e organizzativa delle misure di protezione. Definiscono i meccanismi di sicurezza, implementano le soluzioni necessarie e assicurano un monitoraggio continuo delle infrastrutture IT.
Anche i/le responsabili di compliance e della protezione dei dati svolgono un ruolo fondamentale. Il loro compito è allineare i requisiti della NIS 2 con gli standard già in uso, come ISO 27001 o il rispetto del GDPR, per garantire un'implementazione coerente ed efficace.
Infine, non bisogna trascurare i manager di processo e i vari dipartimenti aziendali, che devono integrare le misure di sicurezza nella loro operatività quotidiana. Una sicurezza efficace non può essere percepita come un ostacolo, ma come un supporto al business.
La collaborazione tra queste funzioni è essenziale per garantire che la strategia di sicurezza non sia trattata come un compartimento stagno, ma come parte integrante dell’intero sistema aziendale.
Quali sono le principali sfide nell'implementazione della NIS 2?
Le aziende si pongono spesso domande simili. Una delle più comuni è: “Abbiamo già fatto abbastanza?” La risposta si trova attraverso un security check, che permette di valutare se le misure in essere siano adeguate o necessitino di miglioramenti.
Un altro tema cruciale è come evitare un eccesso di burocrazia. Un dubbio legittimo, che si risolve con un approccio integrato: combinando la NIS 2 con gli adeguamenti ad altre normative o leggi, si evita la duplicazione del lavoro e si riducono errori ed incongruenze.
Infine, una delle sfide più rilevanti riguarda l’accettazione delle nuove misure di sicurezza da parte del personale. Qui la comunicazione è fondamentale: non basta solo spiegare le regole, bisogna rendere i processi intuitivi e facili da applicare nella quotidianità.
Consulenza NIS 2: le best practice per un'implementazione efficace
Quali sono le strategie più efficaci per implementare la NIS2 con successo?
Le aziende che affrontano la NIS 2 in modo intelligente adottano un approccio basato su strategie chiare e integrate. Chi ha già standard consolidati come ISO 27001 o gestisce correttamente i requisiti del GDPR può sfruttare molte delle procedure esistenti, riducendo così il carico di lavoro necessario per adeguarsi ai nuovi obblighi.
La sicurezza informatica non dovrebbe essere vista come un semplice adempimento normativo, ma come una leva strategica. Le aziende che la considerano un vantaggio competitivo, aumentano la loro resilienza e rafforzano la fiducia dei propri clienti e partner commerciali.
Un altro aspetto chiave è la revisione continua delle misure di sicurezza. Solo un monitoraggio costante permette di individuare punti deboli e mitigare i rischi in modo proattivo. In questo contesto, formazione e sensibilizzazione del personale giocano un ruolo cruciale: un team consapevole e formato rappresenta la prima linea di difesa contro le minacce informatiche.
Infine, è fondamentale un approccio pratico e sostenibile. Le misure devono essere applicabili nel contesto reale dell’azienda: la teoria non basta, servono soluzioni concrete e compatibili con i processi aziendali esistenti.
Checklist NIS 2 per il management: i primi passi da seguire
Quali azioni dovrebbero intraprendere subito le aziende?
Il primo passo è valutare la propria posizione rispetto alla Direttiva, ponendosi queste domande:
- La mia azienda rientra tra quelle coinvolte dalla Direttiva NIS 2? (Settore, dimensione, criticità)
- Quali misure di sicurezza abbiamo già implementato? (ISO 27001, GDPR, policy interne)
- Abbiamo definito chiaramente ruoli e responsabilità?
- Il nostro sistema di gestione degli incidenti è efficace? Sappiamo come rilevare e segnalare un attacco?
- Abbiamo bisogno di un supporto esterno per un'analisi delle lacune o per l’implementazione?
Se emergono criticità, non bisogna farsi prendere dal panico, ma pianificare in modo mirato. La NIS 2 non è un’emergenza, ma un processo evolutivo che, se affrontato con metodo, può portare vantaggi reali.
Molte aziende si affidano a consulenze specializzate per valutare rapidamente la loro situazione e implementare misure mirate, risparmiando tempo e costi nel lungo periodo.
La direttiva NIS 2: un’opportunità da cogliere
Come abbiamo visto, la Direttiva NIS 2 non è solo un obbligo normativo, ma un'opportunità per creare consapevolezza, rafforzare la sicurezza aziendale e guadagnare un vantaggio competitivo.
Chi inizia ad adeguarsi per tempo non solo garantisce la conformità normativa, ma ha la possibilità di costruire e gestire un’infrastruttura più resiliente e pronta alle sfide future.
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